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mercoledý 22 novembre 2017
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…. Con e per i ragazzi

Meglio di ogni altra frase esprime il pensiero e l’azione di Carlo Pagliarini, di 50 anni di vita attiva   nella progettualità e nei percorsi educativi e sociali .

    Carlo è stato  un uomo speciale capace di anticipare la riflessione  su temi  e problemi del tutto attuali ,ha  prospettato  percorsi educativi culturali politici sicuramente avanzati, ancora oggi!

Abbiamo conosciuto personalmente Carlo nelle occasioni più diverse…
Alcuni  lo hanno incontrato quando stava dando forma nell’Arci al  progetto “ Ragazzi” che lo ha portato a costruire nel 1981 l’Arciragazzi.

Taluni hanno avuto  l’opportunità di condividere gli ultimi decenni del suo impegno : per centinaia credo migliaia di animatori, educatori, dirigenti dell’Arci,di generazioni diverse è diventato un riferimento solido, irrinunciabile , educativo , culturale , politico…anche  senza averlo conosciuto personalmente

Aveva una capacità unica di intessere relazioni umane costruttive,alimentata dall’ascolto e dalla ricerca della condivisione progettuale, per il riconoscimento e l’affermazione sostanziale dei diritti. Lavorava a dar corpo  ad  un patto  associativo / e tra associazionismo  e istituzioni locali e nazionali / di cambiamento delle condizioni di vita dell’infanzia in Italia.

Ha lavorato per decenni contro corrente a quel   patto per dare voce e potere a bambini/e  ragazzi/e, ad organizzare  nel moderno assetto urbano la  vivibilità  e la cittadinanza per i più piccoli.:

- per adattare insomma la città a misura dei loro bisogni e diritti;

- per dare dignità e opportunità nuove al libero sviluppo del gioco , delle relazioni tra coetanei e   intergenerazionali,della creatività,della progettualità dell’infanzia e dell’adolescenza.

 La stessa campagna “La citta in tasca,” era  frutto di una complessa elaborazione e collaborazioni interne all’Arciragazzi  Maria Rosaria Mascellani, Dario Manuetti, Ray Lorenzo  ed esterne nella realtà sociale e istituzionale.

Carlo era capace di una sintesi alta,  coniugava le esperienze associative in atto in Arciragazzi e più in generale in Italia con le espressioni più concrete ed avanzate della moderna cultura dell’infanzia.

Quella Campagna  veniva promossa da Carlo Pagliarini mobilitando i circoli Arciragazzi negli anni ’80: aveva anticipato e alimentato in questo modo lo stesso   progetto “Il bambino urbano”, elaborato e attivato  dall’Istituto degli Innocenti nei primi anni ’90.

Cosi come l’essere “cittadini del mondo” è diventato  in Arciragazzi  (con l’apporto di Dimitri Sossai, Renzo Maffei e altri)  un modo di  affermare nei percorsi educativi una moderna identità associativa.

 Ha alimentato, nei 26 anni trascorsi dalla fondazione di Arciragazzi nel 1981, un tessuto unico di  scambi giovanili, di esperienze  diffuse  e reti ampie di attiva solidarietà :

-come la campagna nazionale di “Salaam ragazzi dell’ulivo” per i ragazzi di Palestina ,promossa insieme ad altre associazioni laiche e cattoliche;

- come la campagna  Gesti di pace” avviata in Umbria dopo la sua morte: anche questa iniziativa è  figlia del suo patrimonio di valori sedimentato in Arciragazzi da Carlo Pagliarini,   rilanciato e rinnovato dai Presidenti e dai gruppi dirigenti nazionali e locali in questo decennio che è seguito. Gesti di Pace è nata  a sostegno degli Accordi di pace in Guatemala e per la scolarizzazione dei ragazzi : è stata promossa da una rete interassociativa  stimolata da guppi di adolescenti  e messa in piedi dall’Arciragazzi di Amelia e Narni.

 L’ Arciragazzi di Pagliarini  ha dato concretezza per molteplici  obiettivi e iniziative come alla solidarietà e diplomazia dal basso che molti dichiarano, che pochi  sanno far vivere, nei percorsi educativi e sociali e soprattutto nella continuità.

Sapeva parlare ai ragazzi,

sapeva rivolgersi ai genitori, alle persone semplici e agli intellettuali come agli esponenti più sofisticati delle istituzioni.

Sapeva far vivere un’ utopia di cambiamento culturale e sociale.

Sapeva articolare percorsi di avvicinamento coraggiosi ma concreti, praticabili perché vicini ad esperienze individuali molto differenti.

Aveva  una competenza educativa culturale e politica da autodidatta,  costruita con le proprie mani e con la  determinazione consapevole umile ma ferma, sapeva che ce l’avrebbe fatta , ricercava la strada più breve .

Il suo approccio politico culturale è stato unico.  

 Coniugava :

 - il solido rapporto con la realtà umana , materiale  e politica  della terra dove era nato,la modena  democratica antifascista cultura contadina padana.

 - Non è  azzardato richiamare in proposito il legame con la figura  epica del conterraneo  papà Cervi …cui il fascismo aveva ucciso tutti e sette i propri figli, della grande unita famiglia contadina, impegnati nel lavoro dei campi e con coraggio nella crescente Resistenza antifascista;

 - La  raffinata consapevole cultura e metodo dell’ educatore che si fa le ossa sul campo, che resta    ma è costantemente per una vita intera alla ricerca di carpire curiosamente e avidamente  ciò che è più aperto , avanzato e stimolante nell’ambito della cultura  educativa europea e mondiale…

 - Suoi erano i riferimenti sia di cultura laica che cattolica,sia del Nord tecnologico e scientifico     che dei popoli del Sud che lottavano  (nella seconda metà del novecento) e lottano( molti ancora
oggi) per l’indipendenza, per il proprio  riscatto, per la giustizia.

   -     La forza dell’appartenenza  alla sinistra storica  militante ma non ortodossa   mai
   subordinata ad interessi estranei alla priorità della valorizzazione della cultura dell’infanzia e
   della progettualità di futuro dalla parte dei ragazzi.

Aveva  una
  forza e una determinazione particolare.

      Dimostrava di averla  già da bambino!…

 Raccontava che nella pianura emiliana,nella campagna contadina di Sant’ Ilario d’Enza (dove viveva da bambino), saliva sulle cime dei pioppi per prendere i nidi degli uccelli e, per fare presto, passava dall’uno all’altro pioppo: si dondolava un po’ dall’alto di un pioppo fino ad abbracciare l’altra cima e così via….

      Dopo la fine dell’ esperienza dei Pionieri, determinata a livello politico, ha attraversato con molto  creativo impegno l’esperienza del circuito  culturale alternativo Arci.
      Alla degli anni’70 con il Progetto Ragazzi,  voluto insieme al presidente Nazionale dell’ARCI  Enrico Menduni,  ha cominciato a ritessere la rete associativa  educativa laica ,come  un piccione viaggiatore instancabile ha attraversato l’Italia delle metropoli come dei borghi di Provincia.

       L’Arci in quegli anni sperimentava e avvia percorsi differenziati per dare forma organizzata alle soggettività robuste emerse:i giovani , le donne, …

     Pagliarini si occupava di motivare  e di far crescere animatori ed educatori con il progetto e con il suo metodo educativo, di ampliare l’orizzonte di Associazioni, Servizi pubblici ed Amministrazioni..

   Negli anni ’80 e ‘90 cercava di  collegare  in Italia le esperienze di base che andavano crescendo cercando di metterle in Relazione con gli  istituti universitari: con  molti seminari , momenti formativi , la creazione della rivista  “L albero ad elica”.

   Organizzava molti  scambi tra le microesperienze locali cittadine, con quelle internazionali più avanzate.

   Con la pubblicazione “Ragazzarci”  collegava la rete Arciragazzi che  diventava progressivamente nazionale…

   La sua opera si  è fermata nel 1997, nella stagione della Legge 285: in quel momento  ha lavorato con un pull ristretto di esperti insieme al Ministro Livia Turco.

    Quella Legge più di altre ha saputo raccogliere finora  al più alto  livello istituzionale la capacità di ascolto e di affermazione dei diritti dei bambini dei ragazzi  e degli adolescenti italiani.

Ci separano 10 anni dalla sua morte.

Alla Legge 285 è seguita la 328 e nell’insieme molto è stato fatto lungo il solco di Pagliarini,  tracciato nei decenni precedenti con fermissima determinazione.

Molto resta ancora da fare per valorizzare l’opera di Carlo Paglierini con e per i ragazzi.

Il Consiglio Nazionale di Arciragazzi si è riunito il 22 Giugno  in coincidenza  con la manifestazione  di Amelia, ha  dedicato la riunione alla memoria  e all’attualità del  pensiero e della  opera di Carlo Pagliarini, varando un programma nazionale di iniziative.

La   Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza, nella seduta del 25 giugno, ha ricordato Carlo Pagliarini, il suo sforzo di elaborazione culturale, di azione educativa e politica.

Il  ricordo nella Commissione Bicamerale ha avuto  un alto valore simbolico, politico e

Istituzionale.
E’ stata  l’attenzione che forse meritava la memoria di un umile, competente,  determinato costruttore di civiltà,  di democrazia , di solidarietà assumendo e dando forza  alle ragioni e ai diritti del soggetto più debole della democrazia :  i ragazzi e le ragazze del nostro Paese.

In Umbria restano segni evidenti dell’Opera di Carlo Pagliarini

La ricerca culturale e l’azione educativa ha lasciato tracce permanenti in molte città.

La sua spinta  è tutt’ altro che esaurita, ha mobilitato per alcuni decenni forti idee innovative e un complesso di competenze professionali che continuano a operare.

   Ad Amelia.

  Qui, sicuramente, c’è una realtà consolidata, una rete associativa e di strutture che è stata stimolata nella nascita e nella crescita  dall’opera di Carlo Pagliarini .
Con lo stimolo della sua azione educativa, culturale…che voleva   gli Arciragazzi “ Cittadini del mondo “ aperti e impegnati per l’innovazione educativa e sociale, abbiamo anche perso il conto degli incontri internazionali e degli scambi culturali giovanili e di animatori: in 25 anni almeno 70/80.

   Entrando alla Ludoteca “ l’Aquilone”: i percorsi sulle corde, il parco autocostruito, la casetta in legno realizzati  in un decennio con i bambini:  ci parlano  delle realtà europee conosciute con Pagliarini.

  Sono le  esperienze educative e di trasformazione partecipata delle città con i bambini e le famiglie:  sono le associazioni che creano e animano con continuità  parchi gioco , i parchi avventura tedeschi ambientati talvolta ai margini delle foreste, talvolta in città, dagli amici della natura e dai gruppi di scoutismo.

    Così la Casa del Sole: era stata pensata partendo negli anni ’80  dal modello Circolo Arci da adattare ai ragazzi,  è diventato un complesso   ibrido…unico tra l’essere associazione educativa,  pezzo della comunità che si organizza ,  luogo di servizi  permanenti che la Città di Amelia e l’Ambito dei comuni  riconoscono e hanno fatto propri.

   La Casa del Sole assomiglia un po’ ai tanti Centri del Loisirs, i centri del tempo libero   creativo dei ragazzi che in Francia sono in tutte le città.

   E’  un perno della rete solida del volontariato laico e cattolico. 
Richiama la lunga tradizione che viene dalla fine dell’ottocento della mutualità di aiuto delle  case del popolo toscano – emiliane.

   Esprime oggi,  nel contempo, anche una forte dimensione comunitaria, spesso anche conviviale, spesso   autogestita  dalle famiglie.

   Alla Casa del Sole grazie alle tracce lasciate da Pagliarini  ogni giorno i temi dell’educazione, della solidarietà, della pace trovano una declinazione positiva e nuova.

   Nella Casa del Sole  la giocabilità delle aree verdi, delle terrazze così  come il rigore architettonico della Casa… non sono causali!

   La forma   della Sala di Comunità è circolare: richiama il momento del cerchio dei gruppi educativi,  del guardarsi e parlarsi  in faccia, della totale  condivisione.

     I murales  che decorano la parete esterna  sono stati fatti in anni diversi dai  ragazzi nei campi  internazionali estivi.

  A Terni.
   La cultura educativa dell’Arciragazzi ha determinato  episodi diversi  come la Piazza dei Bambini  e delle Bambine, nel centro città di Terni dove sorride il sole bambino.

Oggi  sono particolarmente vivaci i circoli  Arciragazzi: “ Castelli in Aria” a Palmetta, Blob di “Anni in Tasca” nel centro città

  A Narni 
Nel cuore del Parco di Narni Scalo, da oltre un decennio, c’è la base Arciragazzi con molto sforzo creativo e di volontariato

  A Corciano e a Gubbio
  Si è attuata qui l’esperienza ancora viva dei  Consigli comunali dei ragazzi

  A Foligno, Orvieto, Castiglione del Lago e Magione.
  Ci sono state stagioni dell’Arciragazzi quanto mai costruttive pur se brevi.  Al Trasimeno, la partecipazione dei ragazzi di tutta Italia e di altri Paesi, aveva caratterizzato negli anni ’80 la manifestazione “ COLORIAMO I CIELI”, preparata  in tutta Italia.da feste in contemporanea  con lo stesso segno del gioco con gli aquiloni.

Tutte queste progettualità ed esperienze, micro e grandi, hanno spinto avanti il progetto di cambiamento che il Ministro Turco aveva  contribuito,  a portare nel governo nazionale con la Legge 285/97,  a rilanciare  poi con la  328.
 La Regione  Umbria ora vuole spingere ancora più  avanti “ il progetto”  con il nuovo Piano Sociale Regionale e con una legge per i giovani già in laboratorio.

Sandro Romildo
Coordinatore Casa del Sole

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Invitiamo i giovani e gli adulti
che ci conoscono e ci stimano,
che condividono con noi l’impegno,
a continuare insieme l’opera concreta quotidiana.
Facciamo nostro il metodo di Carlo Pagliarini,
cambiare e costruire il futuro con e per i ragazzi.
 
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