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mercoledì 22 novembre 2017
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prendiamoci per mano - accordo di programma PDF Stampa E-mail

Il presente documento è il frutto di un'elaborazione fortmente partepata e condivisa, la stipula dell'accordo è avvenuta presso la sala del consiglio comunale di Amelia della manifestazione cittadina di "Prendiamoci per mano" con tutti i bambini e giovani di Amelia

Premessa

Il tempo difficile che stiamo vivendo richiede una costante attenzione a numerosi problemi ed emergenze.
La orribile tragedia di cui sono stati vittima i bambini di Beslan nel settembre 2004, le immagini raccapriccianti mostrate dai media, hanno reso ancora più urgente per diversi soggetti della comunità di Amelia la volontà di mettersi insieme per costruire azioni volte a rendere visibile il patto di fiducia e di speranza tra adulti e bambini che fonda la nostra identità e i valori del nostro vivere civile.
Le guerre, il terrorismo, la fame, le discriminazioni di razza o di genere, la povertà negano lo sviluppo della pace e del bene comune. Non è possibile realizzare pienamente se stessi prescindendo dagli altri con i quali si vive ed è proprio per questo che diventa indispensabile spendersi per costruire un bene comune basato sul rispetto, la promozione della persona e dei diritti fondamentali.
Disagio, emarginazione, devianza sono realtà, anche molto vicine a noi.
Non possiamo sottovalutare i fatti di violenza gratuita, bullismo, aggressività ingiustificata e  conseguente sofferenza che avvengono anche tra coetanei adolescenti di Amelia, giovani deboli che ne molestano altri ancora più deboli o immigrati.
Come non è possibile non accorgersi delle condizioni di degrado sociale o psicologico in cui vivono molte persone vicino a noi.
Di tutto ciò è necessario essere consapevoli se vogliamo costruire un mondo di pace e giustizia per tutti.
Altrettanta consapevolezza dobbiamo dimostrare nei confronti dei limiti della nostra azione e della necessità di sviluppare un’attività ordinata, costruttiva ed efficace.
La complessità dei problemi posti sul campo che coinvolgono sfere molto diverse a livello sociale, economico e politico, rende necessario intervenire attraverso strategie e responsabilità condivise e di rete.
Non è più il tempo di attività significative, ma settoriali e separate. Il nostro primo compito è proprio quello di sperimentare azioni cooperative e condivise: è proprio sul lavoro comune, sullo scambio e la ricerca di un accordo, che nasce dall’accoglienza dei punti di vista dell’altro, che si fonda una cultura di pace e di convivenza solidale.

La Rete “Prendiamoci per mano”

La convinzione che la reciprocità permetta anche di trovare risposte non consuete e banali, insieme alla volontà di costruire un mondo più vivibile e colorato per tutti, ha spinto diverse istituzioni, enti ed associazioni di Amelia a costituire la rete di impegno solidale con e per i giovani “Prendiamoci per mano”

Hanno promosso la Rete

  • L’ Amministrazione  Comunale  di Amelia
  • La Direzione Didattica “J. Orsini”
  • La Scuola Media Statale “A. Vera”
  • L’Istituto d’Istruzione Superiore Commerciale e Industriale “L.Einaudi” di Amelia
  • L’Associazione Italiana Maestri Cattolici
  • Gli Amici Del Rio Grande
  • L’Arciragazzi “Casa Del Sole”
  • Il Centro di Ascolto Caritas Diocesana
  • Il Cesvol Rete Giovani
  • Il Cesvol Rete Ambiente
  • Il Cif Centro Italiano Femminile
  • La Cooperativa Sociale Cipps
  • Il Coordinamento Genitori Democratici
  • L’associazione Dulcamara
  • L’Ente Palio
  • La Ludoteca L’Aquilone
  • L’Oratorio “Santa Maria Ausiliatrice”
  • La Pro Loco di Foce
  • La Pro Loco di Torchiano
  • Gli Sbandieratori di Amelia
  • L’associazione Sistema Alternato

La manifestazione cittadina del 22 ottobre 2004 “ Prendiamoci per mano per costruire un mondo colorato e vivibile per tutti”, giornata di festa, gioco e riflessione in memoria dei bambini vittime di ogni guerra, è stato il momento fondativo della Rete.

Questa rappresenta uno spazio in cui si  incontrano esperienze e soggetti che hanno sensibilità diverse che si esprimono in altrettante diverse e legittime forme di iniziativa ed intervento. Per questo il programma della Rete ”Prendiamoci per mano” non pretende di esaurire l’impegno di tutti i suoi componenti, ma rappresenta una serie di priorità condivise da realizzare insieme per accrescere l’efficacia dell’azione per la garanzia dei diritti e la promozione della pace.

Le priorità

    1) Solidarietà concreta qui e altrove: rompiamo i circuiti del disagio

Vogliamo rafforzare dal basso i percorsi e le reti di solidarietà attiva tra ragazzi/e, famiglie, gruppi, Associazioni.
Se ci guardiamo attorno ci rendiamo conto che le situazioni di debolezza e disagio personale dei piccoli come dei grandi nascono soprattutto in contesti di isolamento e solitudine sociali.
    Si creano circuiti obbligati di marginalità e precarietà che costituiscono una condanna preventiva che attraversa e si rinnova oltre la vita di un individuo e si trasmette, volenti o nolenti, alle generazioni successive. Proprio per questo tali circuiti vanno spezzati a partire dall’infanzia, attraverso un attento, attivo e coordinato lavoro di rete tra ragazzi, famiglie, Associazioni e Scuole in sintonia e sinergia con i servizi competenti.
    Abbiamo intenzione di alimentare l’orizzonte della solidarietà anche dando continuità e rafforzando tutti i programmi di cooperazione, scambio culturale, affidamenti educativi a distanza, raccolta fondi per progetti di sviluppo sociale e dei servizi sanitari, gemellaggio tra vari organismi della Comunità amerina e altri Paesi di continenti diversi.

    2) La memoria e il futuro della democrazia

Ci proponiamo di definire e percorrere in modo condiviso un itinerario pluriennale, ma non rituale, nei  luoghi della memoria, della costruzione della democrazia in Italia e nel mondo.
Daremo forza e sostegno alla ricerca giovanile di nuove forme di partecipazione, anche percorrendo vie inesplorate, in una prospettiva vitale di democrazia e pace.

    3) Creatività e protagonismo dei giovani: il mondo si può migliorare.

Ci impegniamo ad attuare azioni positive, di educazione alla solidarietà e al volontariato, da parte di singoli o di gruppi anche informali, azioni semplici ma anche “clamorose”, capaci di motivare o aiutare i giovani di Amelia ad intraprendere nuove iniziative partendo dai propri interessi, a sperimentare idee, suggestioni, forme nuove di autogestione e associazionismo, a costruire  professionalità e futuro per sé e per la collettività.
Particolare attenzione verrà prestata alle iniziative e ai progetti giovanili, protesi sul versante della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e alla creazione di nuove pur piccole possibilità occupazionali.

Azioni realizzate

 “Prendiamoci per mano”
Manifestazione cittadina del 22 – 23 ottobre 2004 in memoria delle vittime di Beslan e di tutti i bambini vittime della guerra, della povertà e del terrorismo.
“Insieme nel ricordo, nel futuro” Giornata della Memoria – 25 gennaio 2005
Iniziative cittadine in ricordo del genocidio degli Ebrei e del bombardamento su Amelia del 25 Gennaio 1944
“Incontro con Piero Terracina” 6 Aprile 2005
“Concerto della Liberazione” 25 Aprile 2005

Azioni future programmate

a) La Rete si impegna a realizzare ogni anno tre momenti pubblici cittadini:
    - Ottobre – Giornata per la Pace
    - 25 Gennaio - Giornata della Memoria
    - 25 Aprile – Concerto della Liberazione
 b) partecipazione come Comune di Amelia alla rete “Enti locali per la Pace” aderendo al
     Documento “L’Umbria per la Pace” elaborato dalla Tavola per la Pace e dalla Commissione
     Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale umbra.
c)  Definizione e realizzazione di nuove azioni condivise sui temi prioritari.
    Azioni contro l’emarginazione ed il disagio: costituzione del  gruppo interistituzionale  
     (già avviato all’inizio del 2004) e attivazione di un piano programmatico di lavoro
     condiviso.

Assunzione d’impegno

L’adesione alla Rete e, dunque, la firma del presente Accordo programmatico, implicano una condivisione ideale dei temi e delle priorità individuate, che deve necessariamente sostanziarsi in un impegno visibile e concreto di ciascun ente o associazione coinvolta. L’aspetto che contraddistingue, infatti, il progetto di “Prendiamoci per mano” è proprio quello di cooperare per realizzare pratiche partecipative: ciascuno, dunque, secondo le proprie possibilità, partecipando alla Rete apporta un proprio originale e fattivo contributo di volontariato.
Ciascuna Associazione ed ogni singolo membro della Rete può scegliere di occuparsi in modo più diretto di almeno una delle tre manifestazioni suddette oltre che proporre e realizzare ulteriori azioni inerenti i temi del presente accordo.
Le scuole inseriscono il piano programmatico della Rete all’interno dei rispettivi POF impegnandosi ad attivare specifici percorsi formativi che coinvolgano anche le famiglie.
Il Comune svolge un ruolo di coordinamento destinando specifiche risorse umane e materiali nel Progetto della Rete.
La Rete individua un coordinatore che mantiene i rapporti tra le diverse parti componenti, indice le riunioni, stila i verbali, coordina le attività volte alla realizzazione degli impegni stabiliti a livello programmatico.
Periodicamente la Rete si incontra per programmare realizzare e verificare percorsi partecipati.

Organizzazione del gruppo interistituzionale

Il gruppo sarà composto da referenti tecnici indicati dai diversi soggetti costituenti:

- Comune di Amelia
- UDC di Amelia
- ASL
- Scuole
- Associazioni e cooperative sociali impegnate con continuità e con competenza nei “percorsi” formativi con e per i giovani.
 
Il Gruppo assume la funzione di Osservatorio privilegiato sul disagio con i seguenti compiti:

  • praticare strategie condivise e di rete che vedano interagire competenze ed ottiche diverse per realizzare azioni incisive di lotta al disagio e all’emarginazione;
  • svolgere indagini conoscitive volte a meglio comprendere i diversi fattori che incidono sulla costituzione dei circuiti del disagio;
  • monitorare i casi di disagio evidenziati nella scuola o sul territorio;
  • pensare e programmare congiuntamente dei percorsi formativi flessibili, integrati e in continuità verticale ed orizzontale;
  • attuare degli interventi mirati che da un lato valorizzino gli ambiti personali di apprendimento e le vocazioni individuali, dall’altro correggano eventuali comportamenti devianti;
  • programmare azioni formative per educatori professionali o informali, docenti, genitori, volte a riflettere sul proprio sé professionale per migliorare le proprie capacità di ascolto, rendersi consapevoli del proprio linguaggio emotivo per costruire relazioni educative sempre più fondate sull’ascolto dei bisogni educativi speciali di ciascuno;
  • formare figure professionali e di volontariato di educatori di strada. La proposta dell’educazione di strada potrebbe essere ridefinita creativamente e operativamente per renderla attuabile nella nostra realtà di piccola città, dove comunque la presenza associativa c’è ed è solida, ma può essere meglio orientata e mobilitata. Si possono immaginare giovani e/o volontari formati appositamente, che nei luoghi di ritrovo, incontrano  i ragazzi e li ascoltano, si fanno  delle idee sulle loro aspettative, assumono  stimoli, danno testimonianza diretta delle proprie esperienze, delle proprie emozioni.

Creatività e concretezza dei percorsi metodologici

Il gruppo ha il compito  di sperimentare nuove strategie metodologiche e d’intervento che si basino sul confronto e sulla ricerca di sinergie tra le diverse specificità e competenze delle varie Istituzioni e del volontariato e che valorizzi le risorse anche informali di cui può essere portatore ciascun membro della comunità. L’intento principale è quello di coordinare gli sforzi e progettare e realizzare creativamente e collegialmente percorsi di apprendimento, di accompagnamento, di rieducazione, di sostegno, di formazione e orientamento rivolti a ciascuna persona in difficoltà, a gruppi e all’intera collettività.
Il lavoro del gruppo non può restare pertanto ancorato a generici rituali interistituzionali che, come tali, sono condivisi, ma sono anche soggetti a restare sulla carta, perché troppo formali e astratti, spesso destinati a sostenere operazioni di “lifting” istituzionale che sono diventate di moda ormai, ma che non portano a reali e concreti risultati.
La scommessa è mettere insieme gli sforzi ed imparare per primi noi, grazie al confronto e alla cooperazione.
Nella prima fase di lavoro il gruppo stabilisce pertanto obiettivi specifici, azioni e compiti precisi.
Tali compiti sottoscritti dai soggetti promotori del presente accordo diventano impegno operativo e coerente teso al raggiungimento non formale degli obiettivi as
 
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